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Questo articolo non ha nessuna pretesa di natura politica, ma vuole essere una riflessione tecnica e di buonsenso. Come professionista IT ho un importante background nell’uso delle piattaforme social, a cui si unisce una solida base in termini di audio-video

+++ aggiornamento di poco fa 22/03/20 ore 20.00 +++

l'emissione e la firma del decreto sono di poco fa, a distanza di quasi 24 ore. Rendendo fatto ulteriorimente grave e inopportuna la scelta di modalità e tempi "urgenti" dell'evento in questione

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Nella tarda serata dello scorso sabato, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha comunicato le ulteriori misure di contenimento decise per affrontare la situazione Coronavirus (CoVid-19). La piattaforma di diffusione scelta, per una “conferenza stampa” (anche se non si può definire tale, dato che è stata isolata e unidirezionale) è stata Facebook. Non solo, ma nello specifico la pagina Facebook personale di Giuseppe Conte. Tale pagina è facilmente reperibile nel campo di ricerca del social e ha come ID univoco @GiuseppeConte64, naturalmente presenta la spunta blu di certificazione in quanto pagina verificata. E ci mancherebbe altro.

Istituzioni vs Social

Sono rimasto sinceramente colpito dalla scelta fatta, prima di tutto per le modalità: l’annuncio è stato dato circa all’ora di cena, con l'orario di inizio fissato alle 22.45. Tuttavia la diretta effettiva è cominciata (non si sa per quale motivo) alle intorno alle 23.15, mentre era evidente l’imbarazzo dei conduttori TV, che hanno dovuto temporeggiare per oltre mezz’ora.

Ma quello che mi ha provocato disappunto è stato vedere le reti nazionali presentare un Picture-in-Picture della pagina Facebook, sostituito poi da una diretta a pieno schermo. Quel che è successo, all’atto pratico, è stato che la televisione “ufficiale” ha dovuto piegarsi alle modalità e ai tempi di una diretta social, tra l’altro trasmessa da una pagina personale e non istituzionale.

tg 1 pip evo

Qualcuno qui potrebbe farmi notare che, dal momento in cui Conte è diventato premier, la sua pagina è automaticamente una pagina “istituzionale”. Rimango tuttavia dell’idea che dare una comunicazione di questa portata (si parla fondamentalmente di un lockdown nazionale), andasse fatto tramite canali ufficiali, istituzionali e con tempi e modalità completamente diversi come, ad esempio, la pagina social di Palazzo Chigi. Tale pagina è definita come “Palazzo Chigi - Presidenza del Consiglio dei Ministri”, non sarebbe stata forse più appropriata?

Certo, la pagina del CdM ha ri-condiviso la diretta, ma la sorgente era e rimane il canale personale di Conte e i numeri sono imbarazzanti.

  Like Commenti Condivisioni Visualizzazioni
@ Conte 129.700 58.900 52.713 4.6 mln
@ CdM 1.000 490 521 -

 

Negli ultimi anni la comunicazione social è stata ormai del tutto sdoganata, a partire da Trump fino alle numerose dirette Facebook di Renzi prima e Salvini dopo, il pubblico si è abituato a ricevere messaggi, notizie e – in generale – slogan e informazioni tramite questi mezzi. Ieri il Ministro Di Maio ha comunicato l’arrivo di un primo carico di mascherine e altro materiale sanitario tramite un post sulla sua pagina Facebook, senza alcuna comunicazione istituzionale al Paese. Non penso serva commentare.

Naturalmente potrei continuare con gli esempi, a prescindere dal fatto che tali esempi arrivino da sinistra, da destra o dall’estero. Ma la domanda che mi sorge spontanea è: ha davvero senso questa deriva social?

Tecnica vs Tecnologia

La maggior parte delle persone comuni non conoscono i sistemi che stanno dietro al funzionamento di un social network, spesso queste dinamiche sfuggono nel dettaglio anche agli addetti ai lavori. La conseguenza più ovvia – che ho sperimentato di persona, discutendone con diversi utenti Twitter – è che molti utenti hanno concluso che tutto sommato usare i social fosse meglio, così si sono evitati assembramenti di persone a Palazzo Chigi, tra tecnici televisivi e personale, oltre a raggiungere un maggior bacino di ascoltatori.

Questa convinzione è basata sul fatto (so che il mio non è un campione statistico significativo, ma sto sui social dal 2008 quindi conosco l’utenza media italiana piuttosto bene) che Conte per fare quella diretta abbia usato il suo smartphone appoggiato sulla scrivania.

Riporto di seguito un paio di risposte al mio tweet in merito, di cui non riporto per privacy il nick degli autori (riferito al fatto che una diretta di quel tipo richieda mezzi e personale):

Davvero? Questa informazione mi fa preoccupare ancora di più. Sono piuttosto sgomenta

e

Hanno lavorato separatamente. Se non capisci hai seri problemi

Per chi non fosse preparato sull’argomento faccio un breve riepilogo. Conte ha “strimmato” sulla sua pagina Facebook un flusso audio-video in alta definizione, compreso di audio preso dal microfono della scrivania, il tutto da una sala di Palazzo Chigi, perfettamente illuminata, con tanto di bandiere e tutto il resto. La diretta è stata attivata con diversi minuti di anticipo e preparata con il carosello di ingresso con il logo della Presidenza del Consiglio (quindi “venduta” come una comunicazione di Stato).

Tutto questo non è fattibile con la front camera di uno smartphone, ma richiede una regia, per quanto ridotta. Ora io non sono esperto di trasmissioni televisive quindi non posso fare un confronto uno a uno tra ciò che è richiesto per una diretta Rai e per una diretta Facebook. Quello che posso sostenere con certezza è che una live del genere richieda tecnici, strumenti (OBS Studio, una camera con uscita video in HD, schede di acquisizione audio per i microfoni, una workstation di controllo, cavi, sistemi di illuminazione etc.) e personale dedicato per il montaggio e la gestione.

Per quanto riguarda le regie televisive, il lavoro svolto da conduttori, inviati sul posto e tecnici è stato esattamente lo stesso che sarebbe stato necessario per una diretta TV classica. Con la differenza che usare le televisioni di Stato sarebbe stato decisamente più appropriato e che li hanno tenuti in ballo due ore per un messaggio di meno di 7 minuti.

Qualcuno, sempre sui social, mi ha fatto risposto in questo modo:

Senti, conosco un sacco di gente che non ha la tele, ma segue tutti sui social, quindi, secondo te, quale mezzo ha maggiori probabilità di raggiungere tutti, la TV o un canale social rilanciato da tutte le TV?

e

E la televisioneo e'? Io vivo all'estero: la rai geoblocca I residenti all'estero. Viva Facebook, abbasso la rai!

A queste persone io rispondo che era semplicemente sufficiente fare il contrario. I canali social di Conte avrebbero dovuto limitarsi a condividere (ad esempio con il link a Rai Play o con la registrazione del messaggio appena finita la diretta) gli stessi identici contenuti. Ma dove i canali ufficiali sarebbero stati quelli veri e i social un canale di rimbalzo per aumentare la copertura, non viceversa.

La mossa social

Per concludere faccio qualche considerazione sull’aspetto puramente social di quanto è accaduto. Non bisogna tornare troppo indietro nel tempo per sentir rieccheggiare ancora il frastuono provocato dal caso Cambridge Analytica, o dall’inchiesta del procuratore speciale Mueller riguardo le interferenze russe nelle elezioni USA. Per non parlare della propaganda pro-Brexit o delle fake news che già nelle scorse settimane sono state fatte circolare riguardo al CoVid-19. E non apriamo il capitolo legato alla gestione social della “Bestia” di Salvini, sempre attiva su Facebook.

In quei momenti di forte tensione un globale inno alla protezione della privacy si è sollevato, con Facebook tacciato di essere il male assoluto sceso in terra. Questo recente passato avrebbe dovuto insegnarci qualcosa sull’uso corretto e attento dei social network, sia per quanto riguarda l’impatto socio-politico sia per quel che riguarda il tracciamento dell’utenza. E invece, a quanto pare, no.

Altro aspetto interessante è l’impatto che la pagina social di Conte ha ricevuto da questo evento: sto ancora cercando fonti numeriche esatte, ma si parla di una crescita esponenziale dei like alla pagina (non al video singolo, ma alla pagina di Conte, con tutto quello che ne consegue in termini di comunicazioni future), in pochissime ore. Ci sono stati picchi in cui i numeri aumentavano di migliaia solo aggiornando la pagina a distanza di pochi secondi. La pagina Facebook di Conte, a fine agosto scorso (fonte Il Sole 24 Ore) contava circa 1 milione di mi piace, al momento sono oltre 2.5 milioni.

QUI e QUI si possono vedere un paio di grafici molto interessanti a riguardo, la pagina ha guadagnato oltre mezzo milione di nuovi fan in meno di un'ora.

Come cameo riguardo alla diretta di Conte, il governatore della Campania De Luca ha speso nell’ultima settimana 7500 euro in pubblicità targhettizzata sui social. I suoi video sono diventati virali, le sue conferenze stampa dove invoca misure draconiane, anche. Fatico a credere che quel tipo di messaggio non sia volutamente vincolato da fini politici, in vista delle imminenti elezioni regionali.

Non ho la pretesa di dare risposte certe, lo scopo di questo articolo è quello di fare delle riflessioni su un tema estremamente delicato. Riflessioni che devono partire anche da noi addetti ai lavori, da chi lavora nell’IT e ha in dovere di vigilare su un uso attento e soprattutto appropriato della tecnologia.